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CICLOPEDALATA ALLA SCOPERTA DELLA MARSICA

Venerdì 20 settembre 2019: per salutare l'estate che finisce ed iniziare al meglio (sui pedali) la stagione autunnale, Pedalando nella Storia organizza un fine settimana nella Marsica, con campo base a Tagliacozzo.

In dodici si presentano all'appello, in rappresentanza di nove regioni, a conferma dell'interregionalità dell'Associazione. Graziano e Roberto, sul tandem, sono giunti qui già la sera precedente al termine di quattro tappe iniziate lunedì da Luzzara (RE).

Al momento di montare le bici per affrontare la prima breve tappa, Alessio si rende conto di un danno irreparabile alla filettatura della forcella anteriore ed è, suo malgrado e con infinita tristezza, costretto a dare forfait.

Poco dopo le 15.00 il tandem, Andrea, Leonetto, Uberto, Severino, Claudio e Rolando prendono il via alla volta di Carsoli lungo la "Variante Tiburtina" con il facile valico di Colle Civitella a quota 978 metri. Il ritorno a Tagliacozzo avviene passando per il vecchio tracciato (pressoché deserto) della via Tiburtina con il valico di Monte Bove (quota 1.200 m).

Dopo 50 km e 800 metri di dislivello si torna a Tagliacozzo per l'aperitivo e la cena in hotel.


Sabato 21 settembre 2019: la giornata si preannuncia splendida: temperatura gradevolissima e cielo terso. Agli undici (nove ciclisti  oltre a Maria Carla e Anna che cureranno i ristori in corsa) si aggiungono cinque amici abruzzesi tra cui il mitico capitano Nunziato (classe 1935), Bruno e Mara.

Pedalando alle pendici del Monte Velino (terza cima dell'Appennino) ci si dirige verso l'altopiano delle Rocche. Dopo una breve sosta ad Ovindoli, per ricompattarsi al termine della salita, si arriva a Rovere dove compare improvvisamente l'inconfondibile sagoma del Gran Sasso, la più alta vetta degli Appennini (2.912 metri).

Dall'altopiano delle Rocche inizia la lunga e piacevolissima discesa che porta ai pratoni del Sirente dove è allestito il primo ristoro di giornata.

Si riparte, sempre in discesa, attraversando i paesini di Secinaro e Gagliano Aterno fino a Castelvecchio Subequo dove ci si immette sulla via Tiburtina. Inizia a questo punto l'ascesa di 14 km verso il valico di Forca Caruso (1107 mertri). La salita non presenta pendenze proibitive e sale con estrema regolarità. Nel tratto finale compare sullo sfondo il massiccio della Maiwella, la seconda vetta appenninica.

Superato il valico di Forca Caruso si scende rapidamente a Collarmele dove, nella piazza della chiesa, è stato allestito il pranzo (insalata di pasta, torta rustica, affettati, pizza e dolci vari oltre ad acqua e bibite a volontà).

Nei 50 km circa che separano Rovere da Collarmele avremo incontrato non più una decina di autovetture e una quindicina di motociclette.

Gli ultimi quaranta chilometri si snodano lungo la via Tiburtina che nei pressi di Avezzano diventa un po' più trafficata.

All'arrivo il contachilometri segna 134 km con 1900 metri di dislivello.

Il resto della serata segue lo stesso copione di ieri: aperitivo nel giardino della casa di Andrea (l'organizzatore) e cena in hotel.


Domenica 22 settembre 2019: piove !!!! Si rimanda la partenza di un'ora ma continua comunque a piovere.

Siamo rimasti in nove dopo la partenza ieri sera di Riccardo e questa mattina di Severino, entrambi richiamati a Roma per inderogabili impegni familiari.

Alle dieci si rompono gli induci e si decide di avventurarsi sul percorso della terza tappa....in auto.

Prima sosta a Capistrello al Bar Carminella punto di arrivo e di ristoro di quasi tutte le randonnée organizzate negli ultimi anni dall'Audax Capistrello.

Da Capistrello, sempre in macchina, si sale al Santuario della Madonna di Pietraquaria (quota 1000 metri) dove, tra una nube e l'altra, si riesce ad ammirare nella sua interezza la piana del Fucino.

Dopo un rapido passaggio per Avezzano si giunge, infine, alla città romana di Alba Fucens per la visita dell'interessantissima area archelogica e della chiesa benedettina di San Pietro in Albe.

Terminata la visita ci si trasferisce al ristorante Le Antiche Mura per un ottimo e abbondante pranzo al termine del quale ci si chiede come avremmo fatto a proseguire in bici con lo stomaco così pieno.

Ritorno in auto a Tagliacozzo e fine della ciclopedalata.

Prossimi appuntamenti di Pedalando nella Storia su 'www.pedalandonellastoria.net