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Giovedì 25 aprile 2019: l'ormai tradizionale ponte del 25 aprile/1° maggio di Pedalando nella Storia prevede, quest'anno, una ciclopedalata in quattro tappe lungo il tracciato dell'antica via Flaminia, dalla Porta del Popolo (già Porta Flaminia) a Roma all'Arco di Augusto a Rimini.

Diciassette sono i partecipanti che prendono il via alle 14.30 in una giornata decisamente calda: 14 ciclisti (Graziano e Roberto sul tandem, Andrea, Piero di Vercelli e Piero di Firenze, Rolando, Vilmer, Pierangelo e Paola, Vincenzo, Uberto, Severino, Marco e Riccardo) e 3 supporter sul furgone (Maria Carla, Anna e Rosella).

Soliti abituali problemi (buche, sampietrini, rotaie, traffico, automobilisti isterici....) per raggiungere Ponte Milvio dove inizia la ciclabile che arriva a Prima Porta dove ci si immette sulla via Flaminia.

Il traffico veicolare tende progressivamente a calare e i ciclisti possono così ammirare i bei panorami della campagna romana dominati dall'inconfondibile sagoma del Monte Soratte.

Prima sosta a Rignano Flaminio per un rapido ristoro nei giardini pubblici. Fa molto caldo e Maria Carla, coadiuvata da Rosella e Anna, ha un bel da fare per rifornire di acqua e bibite gli assetati ciclisti.

Superato il bivio di Civita Castellana il traffico si riduce ulteriormente e poco prima delle 19.00 la prima tappa ha termine nella bella cittadina medioevale di Narni letteralmente invasa dai turisti

Il computerino segna 90 km e quasi 1.000 metri di dislivello.

L'ostello Sant'Anna, dove i ciclisti trascorreranno la notte, è situato in un antico palazzo del centro storico con camere ampie e accoglienti.

Dopo l'ottima cena nel ristorante Gattamelata e un breve giro a piedi per il paese si va a dormire pronti ad affrontare la seconda tappa.


Venerdì 26 aprile 2019: la giornata inizia con l'interessantissima visita di "Narni sotterranea". Si tratta del convento di San Domenico, risalente al XII secolo, abbandonato e sommerso dalla vegetazione per molti anni e riscoperto casualmente da un gruppo di giovani speleologi nel 1979. Ed è proprio una dei sei speleologi a farci da Cicerone negli ambienti perfettamente restaurati dell'antico convento.

Terminata la visita si riprendono le bici e, dopo una breve sosta sotto il Ponte di Augusto sul fiume Nera, si giunge all'area archeologica di Carsulae.

Qui, grazie alla disponibilità della Sovrintendenza ai beni culturali di Perugia, i ciclisti possono entrare nell'area archeologica direttamente in bici percorrendo un breve tratto dell'antica via Flaminia prima di deporre i mezzi all'ingresso del museo e iniziare la visita guidata a piedi.

La giornata è nuvolosa e di lì a poco inizia a piovere.

Al termine della visita, riparati sotto un'ampia tettoia nel parcheggio, si effettua il primo ristoro di giornata e ci si copre adeguatamente per affrontare, sotto una pioggia fine ma costante, la seconda parte della tappa.

Giunti a Spoleto, per il persistere del maltempo, si decide di proseguire direttamente verso Foligno senza effettuare il giro panoramico del borgo medioevale. E così si imbocca la bellissima ciclabile di fondo valle lungo il torrente Teverone fino all'incantevole cittadina di Bevagna.

Gli ultimi chilometri, finalmente all'asciutto, sono un po' trafficati. L'hotel di Foligno è in posizione centralissima e per fortura dispone di un cortile con pompa d'acqua che consente ai ciclisti di ripulire i propri mezzi messi a dura prova dalla pioggia e dal fango.

In questa seconda tappa sono stati percorsi 88 km con un dislivello di 1.000 metri.


Sabato 27 aprile 2019: la giornata odierna si preannuncia decisamente più calda e soleggiata della precedente.

Si percorre l'antica via Flaminia (oggigiorno poco utilizzata per la presenza della superstrada) che sale progressivamente attraversando una serie di borghi medioevali tra i quali Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Fossato di Vico (dove è posto un ristoro).

Dopo 63 km dalla partenza si raggiunge il valico di Scheggia, quota 640, e di lì inizia una lunga e piacevole discesa fino alla seconda sosta di giornata posta in un parco subito prima delle spettacolari Gole del Furlo.

Tali gole sono state create, nel corso dei millenni, dal fiume Candigliano, affluente del Metauro. I romani riusciro a scavare la roccia che delimita il letto del fiume e a farvi passare la via Flaminia.

Gli ultimi trenta chilometri scorrono via veloci in pianura con il tandem di Roberto e Graziano a dettare l'andatura e tutti gli altri dietro in fila indiana allineati e coperti.

La tappa si conclude, dopo 136 km e 1.135 metri di dislivello, sotto l'Arco di Augusto a Fano.

Prima della cena in albergo c'è il tempo per una visita della città e per una passeggiata lungo già spiaggia già affollata di turisti.


Domenica 28 aprile 2019: si parte con il sole lungo la pista ciclabile fino a Pesare dove ha inizio la Strada Panoramica Adriatica che sale fino a quota 165 metri sul livello del mare con bellissimi scorci sulla costa adriatica.

Da Gabicce si riprende a pedalare in parte sulle ciclabili (affollatissime) in parte sulla statale adriatica (abbastanza trafficata) mentre grossi nuvoloni neri iniziano ad incombere da Nord.

Verso mezzogiorno si arriva a Rimini, sotto l'arco di Augusto dove, di fatto, termina la via Flaminia e, di conseguenza, la ciclopedalata.

Quest'ultima tappa è stata la più breve (62 km) e decisamente la meno impegnativa (meno di 500 metri di dislivello)

Giusto il tempo di trasferirsi al Circolo Tennis Rimini, dove è previsto il pranzo, che si scatena il temporale.

La direzione del circolo ha predisposto il nostro tavolo per il pranzo all'aperto, sotto due grandi ombrelloni da spiaggia ma al momento non è pensabile sedersi e mangiare.

Si decide, quindi, di caricare le bici sul furgone e di andare a fare la doccia. Terminate queste due operazioni la pioggia offre una tregua e i camerieri riallesticono rapidamente i tavoli sotto gli ombrelloni. Si pranza così miracolosamente all'asciutto fino al momento del caffè quando si riscatena il nubifragio.

Ma oramai la Ciclopedalata Roma Rimini, lungo l'antica via Flaminia è archiviata con un bilancio finale di 376 km e poco meno di 3.600 metri di dislivello.

Prossimi appuntamenti su  www.pedalandonellastoria.net